sabato 18 novembre 2017

American Pastoral, 2017



Regia di Ewan McGregor, con Ewan (McGregor (Seymour Levov), Jennifer Connely (Dawn Levov), Dakota Fanning (Meredith Levov)


Seyomur Levov, detto "Lo Svedese", giovane ebreo nipote di immigrati, è il ragazzo più invidiato tra i suoi conoscenti: atleta eccellente ai tempi della scuola, bello, erede della fabbrica di famiglia, sposa Dawn, ex Miss New Jersey, e vanno a vivere nella tranquilla e pittoresca cittadina di Old Rimrock e hanno una figlia, Merry.
Chi più di lui ha le carte in tavola per una vita perfetta e priva di fallimenti?
Ma non è tutto oro ciò che luccica, e per lo Svedese dopo anni di vita felice il destino riserverà la più tragica delle sorprese....



Tratto dal romanzo omonimo (1997) di Philip Roth, rappresenta l'esordio alla regia di Ewan McGregor, uno dei miei attori favoriti da sempre. Sicuramente è un romanzo molto complesso e non facilmente adattabile per il grande schermo, e difatti il risultato è stato fortemente avversato dalla critica e non ha nemmeno avuto particolare successo di pubblico.

Tuttavia ritengo che come primo tentativo per un regista non sia un brutto film, sebbene sia inevitabile che ciò che viene mostrato è solo la superficie di quello che accade in realtà, visto che nel romanzo l'introspezione psicologica dei personaggi è molto profonda. 
La narrazione del film quindi si concentra prettamente su ciò che accade nella famiglia felice dello Svedese, Seymour Levov, quando la figlia adolescente Merry  aderisce a uno dei tanti groppuscoli di lotta contro la guerra del Vietnam ( e sopratutto contro la borghesia e il Sistema Americano) diventando terrorista e arrivando addirittura a fare saltare in aria l'emporio del loro paese, causando la morte del proprietario che in quel momento era dentro.
Se prima di allora la vita si era svolta felicemente- tanto che lo Svedese per chi lo conosceva era l'incarnazione della realizzazione del Sogno Americano- da quel momento in poi Seymour e Dawn precipitano in un abisso di disperazione  da cui non si risolleveranno mai più. Ho trovato gli interpreti molto efficaci, nonostante Dakota Fanning sia anch'essa penalizzata dalla sceneggiatura che modifica il suo personaggio in maniera troppo superficiale, sopratutto in alcuni punti, come ad esempio  nella parte finale.
Da non buttare del tutto....






mercoledì 15 novembre 2017

Il secondo, tragico Fantozzi, 1976

 Regia d Luciano Salce, con Paolo villaggio (Ugo Fantozzi), Liù Bosisio (Pina Fantozzi), Gigi Reder (Rag. Filini), Anna Mazzamauro (sig.na Silvani), Plinio Fernando (Mariangela Fantozzi),Giuseppe Anatrelli (Geom. Carboni), Mauro Vestri (Guidobaldo Maria Riccardelli), Paolo Paoloni (Megadirettore Galattico),Nietta Zocchi (Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare).


Continuano le disavventure del ragioniere Ugo Fantozzi: il Duca Conte, suo superiore, sorteggia il suo nome per farsi accompagnare al Casinò di Montecarlo come portafortuna, incarico da cui avrà solo disagi; a cena dalla Contessa Serbelloni Mazzanti Viendalmare viene preso di mira dal gigantesco alano di quest'ultima; trova il modo di ribellarsi alle angherie del professor Guidobaldo Maria Riccardelli, che da anni costringe i dipendenti a partecipare obbligatoriamente a un cineofrum aziendale dove vengono tresmessi esclusivamente film di registi russi in lingua originale; viene insidiato dalla signorina Silvani che in realtà lo sta solo usando per vendicarsi del marito, il geometra Calboni.....



Secondo appuntamento con il ragioniere più amato e sfortunato d'Italia, anch'esso tratto dai romanzi di Paolo Villaggio. Non ci sono grandi cambiamenti e si continua sostanzialmente sulla falsariga del primo film, al limite si può notare come le disavventure del nostro ragioniere siano sempre più catastrofiche e improntate a quel "tragico" cui si riferisce il titolo. 

Ed in effetti, il film contiene alcune delle gag più famose della serie, nonchè quella diventata famosa a livello anche sociale e di cultura: parlo ovviamente della mitica scena in cui un coraggioso (una volta tanto) Fantozzi sale sul palco del cineforum aziendale - dove per l'ennesima volta i dipendenti sono stati costretti a vedere in lingua originale "La corazzata Potemkin", compresa la sera in cui alla tv c'è la finale degli Europei di calcio!- e urla la mitica frase "La corazzata Potemkin è una caxxxta pazzescaaaaaaaaa!", dando il via a una rivolta che si concluderà come sempre nel nulla, ma dando un guizzo di reazione al personaggio, che per una volta tanto con il suo grido di liberazione si rifiuterà di subire passivamente. Non credo che questa scena abbia bisogno di spiegazioni ulteriori!
Famose anche la cena dalla contessa Serbelloni e la"vendetta" della Silvani ai tradimenti di Calboni, nel complesso un film godibile e "prolungamento" del primo. E' anche l'ultimo dove la Pina è interpretata da Liù Bosisio.



giovedì 9 novembre 2017

Hannah Montana_ Il film (Hannah Montana: The Movie), 2009




Regia di Peter Chelsom ,con Miley Cyrus(Miley Stewart/Hannah Montana),Billy Ray Cyrus (Robbie Ray Stewart),Jason Earles(Jackson Stewart),Lucas Till (Travis),Margo Martindale(nonna Ruby).


Hannah Montana, la pop star californiana idolo di milioni di adolescenti, è in realtà Miley Cyrus, una semplice sedicenne che vive una vita comune a tante sue coetanee.Solo il padre (che è anche manager della figlia),il fratello, la migliore  amica e la nonna conoscono il suo segreto;finora Miley ha saputo giostrarsi bene tra le sue due vite, ma una serie di incidenti fa capire al padre che la ragazza rischia di “esplodere”,inducendo l’uomo a riportare  la figlia nel nativo Montana per un periodo di vacanza.
La cosa sembra funzionare,infatti Miley riprende contatto con una vita meno stressante e si innamora anche di un ex compagno di scuola, ma l’ombra di Hannah incombe…

Che cosa spinse ormai otto anni fa ,in una calda sera di maggio, una trentenne in perenne crisi esistenziale a vedere questo tipico  teen movie invece di IL SANGUE DEI VINTI, film che la interessava molto di più e di cui da tempo attendeva l’uscita?Voglia di vedere qualcosa di leggero dopo una settimana pesante,regressione al bel tempo andato,un pizzico di curiosità nei confronti di questo famoso personaggio di cui parlano anche molti bambini all’asilo…certo non è che avessi grandi aspettative verso questo film.
Devo però dire, nonostante tutto, che sono uscita dal cinema con un piacevole senso di leggerezza e con la sensazione di non aver sprecato i 7 euro e 50 del biglietto(visto che non mi sono ricordata di prendere quello gratis ho dovuto pagare).Il film è carino,scorrevole,piacevole:la protagonista canta delle graziose canzoncine, è simpatica e carina( fisicamente molto più bella nei suoi panni reali che come Hannah!),anche gli altri personaggi sono simpatici.Certo la storiellina è piuttosto banale e piena di gag stracotte(incidenti con porte girevoli,indirizzi appositamente sbagliati,la protagonista che non riesce a entrare al suo stesso concerto non essendo stata riconosciuta dal suo stesso staff in quanto si è presentata come Miley e non come il suo alter ego),con messaggi un po’ troppo retorici(ma forse la vedo così perché sono in un periodo di pessimismo),come “la vita di campagna e più sana e vera di quella di città” e “il bruco diventa farfalla”( a questo purtroppo non ci credo più!),ma chi come me cercava solo un po’ di evasione credo rimarrà soddisfatto.Del resto sarebbe sbagliato pretendere da un teen movie cose che non può dare…fa comunque riflettere come queste giovani star siano a contatto con una vita che rischia di bruciarli, ma questo è un altro discorso.
Il film è la versione cinematografica di una sitcom per adolescenti prodotta dalla Disney, che ha avuto un successo planetario tra i giovanissimi,pari al precedente HIGH SCHOOL MUSICAL.La protagonista mantiene nel nella finzione il suo vero nome, così come il padre di Miley è interpretato dal vero padre di Miley,Billy Ray Cyrus, cantante country trasformatosi nel manager della figlia.





martedì 17 ottobre 2017

Il comandante e la cicogna, 2012

Regia di Silvio Soldini, con Valerio Mastandrea (Leo), Claudia Gerini (Teresa ), Alba Rorwarcher (Diana), Luca Zingaretti (Avvocato Malaffano), Giuseppe Battiston (amanzio), Serena Pinto (Maddalena),Luca Dirodi (Elia).

Il vedovo Leo Buonvento cresce da solo i due figli Maddalena ed Elia, dialogando ancora con la moglie morta; la sua monotona vita subisce una brusca impennata quando la figlia, 17 anni, viene coinvolta in uan imbarazzante situazione riguardante un video hard messo in rete dall’ex fidanzato per vendetta.

Leo si rivolge così a  Malaffano , avvocato intrallazzone che ha commissionato un affresco kitch a Diana, sfortunata artista piena di debiti e affitti arretrati al padrone di casa,Amanzio, uno strano tipo di moralizzatore urbano con cui Elia fa amicizia…


Una commedia carina e leggera ma non banale, con un’impostazione un po’ favolistica e un’idea a mio avviso particolarmente originale: far parlare tra di loro le statue di vari personaggi famosi, che dall’alto del loro podio osservano la vita degli umani di oggi e ne traggono le dovute conseguenze.

La vicenda che mi ha coinvolto di più è stata quella della famiglia Buontempo, anche per lo strano personaggio interpretato da Claudia Gerini, che pian piano rivelerà al pubblico il suo mistero; inoltre ho trovato particolarmente interessante, credibile e bello il ruolo di Mastandrea, padre che cerca in maniera goffa e difficoltosa, tra qualche sbaglio e disattenzione, di crescere i propri figli e trovare un rapporto con loro mentre ancora non riesce a rielaborare il lutto per la perdita della moglie. Devo dire che mi ha anche un po’ commosso….

Altro personaggio che mi è piaciuto quello di Giuseppe Battiston, ipocrita moralizzatore ma non del tutto, mentre ho trovato piuttosto incolore Alba Rorwarhwr, forse perché comunque era quello che il suo personaggio richiedeva. Bravo Luca Zingaretti ma inguardabile con la parrucca con i capelli lunghi!

Molto belle le scene girate in esterno, soprattutto di notte.




domenica 8 ottobre 2017

Il mio grosso grasso matrimonio greco 2 (My big fat Greek wedding 2 ), 2017

 Regia di Kirk Jones, con Nia Vardalos (Toula Portokalos),John Corbett (Ian Miller), Elena Kampouris (Paris Miller),Michael Costantine (Kostantine Portokalos), Laine Kazan (Maria Portokalos),Andres Martin (Zia Voula),Mark Margos (Panos Portokalos).



Sono passati molti anni dal primo episodio, ma la famiglia Portokalos non è cambiata: dopo il fallimento dell'agenzia di viaggi dove lavorava, Toula è tornata nel ristorante di famiglia, dove si occupa così anche degli anziani genitori, Maria e Costa; a ciò si aggiungono i problemi adolescenziali della figlia Paris, che sogna di andare al college in un'altra città per distaccarsi dalla soffocante presenza della grande famiglia greca.
Durante una ricerca sulle sue origini Costa scopre che il certificato di matrimonio fra lui e Maria, avvenuto cinquant'anni prima, non è stato firmato e quindi il loro matrimonio non è valido; i due decidono di risposarsi, e Maria stavolta è intenzionata ad avere la bella cerimonia che non potè avere la prima volta a causa della guerra.
Ovvio che anche per questo matrimonio si movimenti in massa la famiglia Portokalos....



"Il mio grosso grasso matrimonio greco" è uno dei miei film favoriti, e Toula è il personaggio cinematografico a me più vicino, visto che- lieto fine a parte- è praticamente identica a me;  per questo motivo ho deciso di vedere anche questo sequel venuto molti anni dopo non si sa il perchè, dato che- come nella maggior parte dei casi- non se ne sentiva minimamente il bisogno.
Risultato: il film si lascia vedere per la simpatia e l'affetto che suscitano i personaggi, ma sinceramente non è nulla di che. La trama è abbastanza sciocca e realizzata in modo sciatto, senza nessun tipo di approfondimento, al punto che spesso vengono ripetute gag e situazioni del primo film che qui non hanno alcun motivo di essere (come il nonno che dice alla nipote diciottenne "ti devi fidanzare perchè sei troppo vecchia", come lo diceva nel primo film alla di lei madre; nel primo film la gag aveva un senso, qui no). Gli stessi personaggi per quanto simpatici appaiono a tratti irritanti: Costa con la sua ossessione per la cultura di origine, Maria con quella per la cerimonia greca, la stessa Toula con l'attaccamento alla figlia: francamente quando ha gridato "perchè vuoi andare via da me?!" in maniera tragica alla notizia che la ragazza ha scelto un college in un'altra città, non ho potuto non provare la massima solidarietà per la povera Paris. 
Gli unici personaggi meritevoli (il fratello di Costa, zia Voula e la bisnonna) sono molto abbandonati a sè stessi: solo la bisnonna riserverà qualche sorpresa. Ma ovviamente non basta.





sabato 30 settembre 2017

Non sposate le mie figlie! (Qu'est-ce qu'on a fait au Bon Dieu?), 2014

 Regia di Philippe de Chauveron, con Christian Clavier (Claude), Chantal Lauby (Marie), Frederique Bel (Isabelle), Julia Piaton (Elodie), Emile Caen (Segolene),Elodie Fontane (Laure),Frederic Chau  (Chao), Ary Abittan (David), Medi Sadoun (Rachid), Noom Diawara (Charles).





Claude e Marie sono una coppia di borghesi cattolici praticanti con quattro figlie, ognuan delle quali ha sposato un uomo di cultura non occidentale: Isabelle Ha sposato il mussulmano Rachid, Odile l'ebreo David e Segolene il cinese Chao. anche se i suoceri amano definirsi liberali e di larghe vedute, gli incontri familiari non sempre sono facili, non solo tra i suoceri cattolici e i generi, ma anche fra i tre cognati che non mancano di punzecchiarsi e fare battute sulle rispettive culture di origine.
Durante la cena di Natale tutta la famiglia però compie enormi sforzi per mettere da parte permalosità e motivi di discussione e creare un clima di serenità e affetto, riuscendoci. Ed è proprio questo che incoraggia la figlia minore, Laure, ad annunciare di essere fidanzata con Charles e di avere deciso di accettare la sua proposta di matrimonio.
Quello che i genitori non sanno è che Charles è di origine africana....





"Indovina chi viene a cena?", forse il primo film a trattare il tema della coppia mista, è del 1967 ; da allora di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia, ma anche al giorno d'oggi film di questo tipo continuano a essere spunto per interessanti riflessioni e anche per divertenti film che possono servire allo scopo, visto che la multiculturalità è un concetto molto ampio e spesso
In questa versione francese e contemporanea la modernità ci mette lo zampino, ma sostanzialmente l'argomento rimane lo stesso: ora abbiamo tre generi di etnie e culture completamente diversi, seppure nati e vissuti in Francia, che entrano nella famiglia di due suoceri fermamente cattolici. Gli Equivoci, le battute volute o meno si sprecano, e non solo con i due cattolici ma anche fra di loro- molto bella questa decisione, i quanto illustra che il razzismo sono è solo ed esclusivamente di bianchi contro neri o europei contro arabi- inpltre, quando verrà introdotta la famiglia africana, viene mostrato come anch'essi abbiano dei pregiudizi verso i bianchi. Qui in particolare sono i due padri, nonostante litighino sempre per le loro culture, a fare fronte comune quando si tratta di annullare il matrimonio dei due figli, mentre le madri, più sagge, di adopereranno a risolvere la situazione.
Anche fra le quattro sorelle la situazione non è delle migliori: alla notizia del matrimonio col giovane africano, le prime tre protestano contro l'ultimogenita dicendo che non è giusto sconvolgere l'equilibrio faticosamente costruito dai genitori con i loro mariti....comodo eh?
L'assunto di base del film, in realtà, è espresso in una frase del personaggio di David, che afferma che in fondo siamo tutti un po' razzisti. 
Gli attori mi sono sembrati tutti ottimi e in parte, e in particolare mi hanno divertito i duetti della "strana coppia" Clavier e N'zonzi, padri terribili intenti a scongiurare le odiate nozze che verrano ricondotti alla ragione dalle rispettive mogli.
Molto interessante e attuale.





giovedì 28 settembre 2017

Nel mondo di Alice, 1971




Regia di Guido Stagnaro, con Milena Vukotic (Alice),Ave Ninchi (Regina di Cuori),Franca Valeri (La Duchessa), Giustino Durano (il Cappellaio Matto), Bruno Lauzi (Trullalì), Ricky Gianco (Trullalà).


La piccola Alice sta seguendo la noiosa lezione di storia tenutale dalla sorella Anna, quando all’improvviso la sua attenzione viene attratta da un bizzarro e misterioso coniglio bianco che corre dicendo di essere in ritardo; la bambina lo segue e quando lui entra nel buco di un albero, anche lei vi scivola dentro, finendo in un tunnel che sbuca nel fantastico Paese delle Meraviglie. Qui Alice, mentre cerca il coniglio, vivrà mille avventure bizzarre con personaggi come il Cappellaio Matto, lo Stregatto, la Regina di Cuori, il Leprotto Bisestile, Pinco Panco e Panco Pinco.Ma non sarà solo un sogno?



E' proprio vero che non si finisce mai di imparare: girovagando per il sito Rai ho scoperto esserci anche uno sceneggiato italiano su "Alice nel paese delle meraviglie", la mia fiaba favorita quando ero piccola, che ancora adoro. Ovviamente me lo sono guardata, e seppure non possa dire di essermelo goduta fino in fondo l'ho apprezzato in quanto ben fatto e originale rispetto anche a molte versioni straniere.

La protagonista stavolta è interpretata da Milena Vukotic,che nonostante sia universalmente nota come la Pina di Fantozzi e la nonna di "Un medico in famiglia" è un'attrice con alle spalle un vasto curriculum sia cinematografico che teatrale. Qui è mattatrice quasi assoluta dato che anche i personaggi secondari sono molto defilati nonostante siano anch'essi interpretati da grandi del cinema e del teatro: ma è Alice, con il suo viso buffo, le sue riflessioni un po' saccenti e il suo scontro con il mondo reale e quello ideale il vero fulcro della storia. La rappresentazione si muove su fondi colore pastello e con disegni originali opera del disegnatore Emanuele Luzzati, che ha realizzato anche la sigla cantata dalla stessa Vukotic. Alcune situazioni forse sono tirate un po' per le lunghe, ma lo sceneggiato riesce a coprire tutto il libro e alla fine la sensazione che si ha è quella davvero di svere appena visto un sogno, come capitato ad Alice.
Da riscoprire.